‘U Ciaciu, dall’altra parte della Calabria.

Da artista a soggetto d’artista. Il tutto per entrare nell’opera d’arte tre volte, come soggetto ritratto, come fruitore e – novità assoluta – come fonte di ispirazione. Ed è Saverio Rotundo, per tutti ‘U Ciaciu, ritratto nelle foto di Federico Losito, ospite per una collettiva in residenza a BoCs Art di Cosenza. Artista passionale e dotato di una tecnica quasi tattile, che abbina l’attimo e l’occhio del fotografo al tocco dell’artista, Losito ha “esportato” un artista che – a dire il vero – anche fuori da Catanzaro spesso non ha bisogno di presentazioni. E il merito di Losito è anche quello di fornire un esperimento affascinante e a momenti paradossale di “meta-arte”, vale a dire di un’arte che implica da subito la riflessione su sé stessa. In questo caso, fra un artista e l’altro. O fra l’arte e l’artista, nel caso del fruitore esterno, già bene addentrato nell’argomento. E il fatto che una delle opere di Losito resterà in pianta stabile in riva al Crati, rende la riflessione di Losito ben più ampia e duratura.

E nel caso in specie, si interseca alla perfezione un’ulteriore analisi sulla figura di Saverio Rotundo, che in questi ultimi anni sta vivendo i frutti – passati i novant’anni – di una sua vivace e sempre continua riscoperta, in città ma anche al di fuori, varcando i confini calabresi ed in alcuni casi anche quelli nazionali, grazie all’interessamento dei più giovani e di chi sta tornando a riscoprirlo dopo averlo sottovalutato per anni. E il riuscito esperimento di Federico Losito dimostra, con largo margine, che in età avanzata Saverio sta uscendo fuori dalla figura dell’artista in sé per diventare una vera e propria icona, come fu a suo tempo Andy Warhol. Ora, per mettersi alla pari col genio statunitense, non gli rimane che ritrarsi da solo, magari con una delle sue storiche sculture assemblate.

Un’impresa che sarebbe anche possibile, ma tuttavia cozzerebbe con l’atteggiamento di Saverio, che ama stupire con abiti e mascheramenti variopinti di vario genere, e che però mai ha azzardato l’idea di essere lui il soggetto reale di una sua opera. E ben venga dunque l’esperimento ben riuscito di Federico Losito.

In queste ore si è detto che ‘U Ciaciu “è un artista che merita di essere maggiormente celebrato e rispettato per la sua fantasiosa genialità e per la sua ferma dedizione a produrre arte”, sostenendo persino che “chi non comprende le sue opere non ha diritto di giudicarlo e di decidere sul suo riconoscimento come artista nel mondo dell’arte”. Dichiarazioni un po’ ambigue e contraddittorie, poiché racchiudono un intervento di apertura e di chiusura nello stesso tempo. In questo caso, ci si può tranquillamente dissociare, poiché ‘U Ciaciu merita apertura incondizionata. Se non è stato profeta in patria nella sua città, non lo è stato per anni neanche in riva al Crati, causa l’ostilità che alcuni professori “cosentini” dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro gli hanno sempre riservato come artista. È il gioco delle parti, di pirandelliana memoria. Se prima Saverio per alcuni era un vaso di coccio, oggi è diventato un vaso di ferro. E la “meta-arte” ne è solo l’ultima dimostrazione in ordine di tempo.

Aurelio Fulciniti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...