Quando i giallorossi andavano al cinema. Da Alberto Sordi a Buster Keaton.

“In almeno quattro occasioni il Catanzaro è stato citato in un film. Non sono molte le citazioni importanti, ma rispetto alle altre squadre calabresi – Reggina e Cosenza, ad esempio, sono state snobbate dagli sceneggiatori – è un risultato di cui vantarsi. Una di queste citazioni, poi, è addirittura fondamentale per la trama del film, ed è ricordata spesso da tutti i più accaniti tifosi giallorossi. Le citazioni sono tutte in film comici e della commedia all’italiana, ma con un’eccezione hollywoodiana, che quasi nessun tifoso ricorda più.

Ma raccontiamoli questi “passaggi” del Catanzaro al cinema. Il film che tutti ricordano è “Io so che tu sai che io so”, del 1982, con il grande Alberto Sordi e Monica Vitti. Il protagonista della pellicola – diretta dallo stesso Sordi – è il funzionario di banca Fabio Bonetti, uomo distratto che trascura moglie e figlia preferendo a loro gli hobby e le partite di calcio in tv. La sua vita familiare sembra apparentemente normale, ma l’inaspettato suicidio dell’influente vicino di casa – un noto economista – e le indagini di un investigatore sbadato apriranno gli occhi all’ignaro Bonetti, che scoprirà aspetti della sua vita familiare che mai avrebbe potuto immaginare…

La partita citata è Catanzaro-Roma, giocata mercoledì 13 gennaio 1982. E’ una partita rimasta nella leggenda, al di là del risultato di 1-1. Si trattava infatti del recupero dell’incontro che avrebbe dovuto disputarsi il 13 dicembre 1981 ma venne sospeso, per il forte vento, al 38’ del primo tempo. Nel recupero, al 18’ Bivi, dopo una combinazione con Braglia, entra in area e con un diagonale batte Tancredi. Nella ripresa, all’ottavo, Sebino Nela segna il suo primo gol in serie A, deviando al volo un cross su punizione di Falcao. Da notare l’esultanza sfrenata di Sordi, seppur comodamente sdraiato in poltrona.

La seconda citazione risale a più di quindici anni prima, e cioè al 1965, nel film di Luigi Scattini “Due marines e un generale”. Franco Franchi e Ciccio Ingrassia sono due marines di origine italiana che si trovano a condividere il fronte italiano della Seconda guerra mondiale con un anziano generale tedesco, interpretato dall’immenso Buster Keaton. In una scena del film, il trio deve passare un “posto di blocco” degli americani, i quali, per accertarsi della nazionalità dei “compagni” fanno alcune domande. Quando gli chiedono chi abbia vinto “il campionato di baseball dell’anno scorso”, Franco, non sapendolo, risponde ad occhio: “Il Catanzaro!”. Ovviamente non gli credono.

“Due marines e un generale” è il terzultimo film di Buster Keaton, che morirà infatti l’1 febbraio 1966 e fu un mito del cinema americano ai tempi del muto, grande comico che basò la sua arte non sulla parola, bensì sul volto impassibile, che non faceva mai una piega neppure nelle situazioni più incredibili. Con il sonoro arrivò il suo declino ed è proprio nel film di Franco e Ciccio dice la prima e unica battuta della sua carriera cinematografica, “thank you”, “grazie”, quando nella scena finale risponde ai due che lo ringraziano per essere stato “il nemico più simpatico che abbiamo mai conosciuto”.

Altre due citazioni, molto note fra i tifosi, sono quelle dei film “Zucchero, miele e peperoncino” e “Al bar dello sport”, rispettivamente del 1980 e del 1983. Comune a tutti e due gli episodi è una schedina vincente del Totocalcio. Nel terzo episodio di “Zucchero, miele e peperoncino” lo sfigatissimo tassista Plinio Carlozzi, interpretato da Renato Pozzetto, crede di aver vinto. “Pensi che ho azzeccato anche il pareggio dell’Inter col Catanzaro!”, urla soddisfatto a un edicolante. Ma nella schedina, quella compilata a mano, dove per attaccare il bollino della giocata bisognava “pigiare col pollice” – come dice il Necchi in “Amici miei” – Pozzetto scopre che i risultati della “figlia”, la “sua” schedina, sono diversi da quelli della “matrice” che va al Totocalcio. E giustamente dà la colpa “a quella figlia di buona donna della matrice”, anche se ha sbagliato lui.

In “Al bar dello sport”, di Francesco Massaro, ambientato a Torino, Lino Banfi e i suoi amici sono impegnati a compilare la schedina vincente nel bar gestito dal milanese detto “il moviolone” (interpretato dal compianto comico legnanese Armando Russo, più noto come “Tognella”). Al momento di decidere il risultato di Arezzo-Catanzaro, Sergio Vastano – che diventerà poi noto proprio per la sua macchietta del calabrese a “Drive in” – opta per il 2, in quanto “il Catanzaro tiene un bel modulo”, e viene preso in giro dai compagni. Ma fa un po’ di confusione, urlando “Forza lupacchiotti della Sila!”. Considerata la rivalità tra Catanzaro e Cosenza, gli va pure bene… Alla fine Lino Banfi con la sua schedina fa 13, grazie all’amico Jerry Calà, che gli consiglia l’impossibile “2” di Juventus-Catania, che poi si rivelerà vincente, mentre gli amici resteranno a bocca asciutta. Per la cronaca, Juventus-Catania nel campionato 1983/84 finirà invece 2-0 per i bianconeri, mentre Arezzo-Catanzaro, in serie B, terminerà 1-1”.

AURELIO FULCINITI

(Articolo comparso per la prima volta su “Calabria Ora” nell’ottobre 2009).

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