Il gol più lungo del mondo.

A leggere il titolo – niente affatto iperbolico, perché corrisponde bene alla realtà, come avrete modo di leggere – sembra un racconto di Osvaldo Soriano. E ricorda tanto, a suo modo, il racconto “Il rigore più lungo del mondo” – da leggere – tratto dall’antologia “Racconti degli anni felici” e contenuto in una raccolta dal titolo indicativo: “Pensare con i piedi”. E neanche il grande scrittore argentino, che meglio di altri ha nobilitato sulla pagina la frivolezza del calcio, trasformandola in poesia, sarebbe stato capace di immaginare quanto si sta per raccontare.

Stiamo parlando di una partita amichevole che si giocò a Jersey City, nella contea di Hudson, Stato americano del New Jersey, il 25 giugno del 1972. Il Catanzaro, sia pure retrocesso dopo aver giocato il primo campionato di Serie A della sua storia, in tournee estiva negli Stati Uniti, giocava contro il mitico Santos di Pelè. La prima amichevole era stata giocata il 19 giugno ad Everett, nel Massachusetts, contro gli Astros di Boston e si era conclusa con un perentorio 5-1 a favore dei giallorossi.

E come in ogni cronaca che si rispetti, abbiamo anche il tabellino:

Catanzaro: Bertoni, Bertuccioli, D’Angiulli, Benedetto, Silipo, Busatta, Gori, Banelli, Mammì, Franzon, Carella.

Astros: Carias, Deboer, Oliveira, Brito, Kankam, Benedito, Leo, Idas, Alves, Pais, Richard.

Marcatori: 10’ Silipo, 20’ Busatta, 28’ Richard, 50’ e 75’ Mammì, 85’ Carella.

Informazioni dettagliate, come si può notare, perché la vera leggenda inizia e si sviluppò parlando della partita contro il Santos. Per molti anni, ed anche adesso, tutti gli appassionati storici dei colori giallorossi sono stati sempre convinti che la partita si fosse giocata nientemeno che al Madison Square Garden di New York. Praticamente indoor, vale a dire al coperto. Ma le foto di Fausto Silipo e del “Presidentissimo” Nicola Ceravolo con Pelè, scattate sul campo in esterno, ci hanno sempre insospettito. Ma il fascino del Madison Square è sempre stato troppo forte e tutti noi ci siamo fatti avvolgere nella leggenda, una delle tante che per anni ha avvolto questa mitica partita.

Il mistero si è dissolto cercando qua e là sul web, fino ad arrivare ad un articolo del New York Times, che non per caso è stato messo come foto di copertina. E qui c’è stato modo di dissipare una prima leggenda. La partita, infatti, si giocò al Roosevelt Stadium di Jersey City davanti a ben 15.343 spettatori. Erano gli anni in cui il calcio tentava di farsi notare negli Stati Uniti, anche con i mitici Cosmos, squadra in cui andarono poi a giocare il grande tedesco Franz Beckenbauer, il laziale Giorgio Chinaglia, il leggendario attaccante britannico George Best e lo stesso Pelè. Ma quel giorno, a Jersey City, gli spettatori più entusiasti erano gli immigrati calabresi ed italo-americano, poiché il Catanzaro era la squadra del momento.

Ancor più leggendario, di quella partita, è stato il risultato. La maggior parte dei tifosi giallorossi, ancora oggi, è convinta che la partita sia finita 6-0 per il Santos. Ed è un clamoroso abbaglio, dovuto ad un episodio assai curioso, che ci ha privato per anni di una soddisfazione non da poco: il “gol della bandiera”. La partita, infatti, finì 7-1 per i brasiliani con doppiette di Pelè (il primo gol al 33’ con un calcio di punizione dai 35 metri) e Orlando, accompagnate dai gol di Edilson, Edu e Nenè.

L’episodio curioso sta nel dialogo fra due storici tifosi giallorossi che abitavano uno di fronte all’altro, con il primo, non informato, che dalla finestra chiede all’altro quanto è finita la partita, sentendosi rispondere 6-0. Ma avere delle notizie di prima mano da oltre oceano era un po’ complicato, soprattutto nel 1972. E per decenni, il passaparola ha diffuso una notizia non vera, ma che in fin dei conti si inserisce a pieno titolo nell’aura di leggenda che ha avvolto questa partita.

E c’è di più: spulciando sempre sul web, non si riusciva a trovare il marcatore del gol giallorosso. Sul ritaglio del New York Times non c’è traccia della cronaca della partita, e in un trafiletto de “La Stampa” di Torino datato 26 giugno 1972 c’è scritto tutto, tranne le formazioni e il marcatore del gol della bandiera. Segnare un gol contro una corazzata come il Santos, che in quegli anni affrontava in decine di amichevoli squadre grandi e piccole di tutte le nazioni del mondo, infliggendo loro indistintamente delle sonore sconfitte – tra cui un 7-1 all’Inter, un 5-0 alla Roma, un 5-1 al Barcellona e un 9-1 al Monaco 1860 – era sempre una soddisfazione. E perciò, cercando, si è deciso di andare sino in fondo.

E fra tante voci discordanti, è stato il sito del Santos a venire in aiuto, sia pure con qualche difficoltà, dovuta al fatto che la lingua portoghese stravolge tutti i nomi italiani, costringendo a “tradurli”, ma senza molta difficoltà.

Sull’Archivio Storico del Santos, queste sono le formazioni ufficiali:

Santos: Cejas (Claudio), Orlando Lelè, Vicente (Paulo), Altivo, Ze’ Carlos, Leo Oliveira, Nenè (Alfonsinho), Jader, Edilson, Pelè , Edu (Ferreira).

Catanzaro: Pozzani, Silipo, D’Angiulli, Benedetto. Maldera, Busatta, Gori, Banelli, Mammì, Franzon e Carella.

Ad arbitrare la partita fu l’italo-americano (di origini napoletane) Savino Caldararo (1929-2010), menzionato nel 1975 dalla FIFA per il suo contributo al movimento arbitrale negli Stati Uniti, con ben 575 incontri diretti in carriera.

Nel Santos, in quella storica partita, militava, oltre a Pelè, un altro Campione del Mondo 1970 con la Nazionale Brasiliana: l’attaccante Jonas Américo Eduardo, più noto come Edu.

E infine, si scopre dopo tanti anni l’autore del gol giallorosso in quella storica partita, che fu segnato da Roberto Franzon, nato a Rosignano Solvay (Livorno) l’11 dicembre 1943. Professione regista di centrocampo, con quattro campionati, 119 presenze e un gol in maglia giallorossa.

Ci si potrebbe chiedere: ma i calciatori non mai smentito quest’aura di leggenda? No, a quanto risulta. Forse perché il risultato era troppo pesante e preferivano dimenticarlo, oppure perché l’idea (solo quella) di aver giocato al Madison Square piaceva anche a loro. Per lasciare quest’aura di mistero, si è preferito non sentire nessuno di loro. La ricerca empirica, a ritroso, è molto più bella. Diventa una sensazione da viaggio con la macchina del tempo. Impagabile.

Un gol, dicevamo, fino a ieri, perchè dell’altro non se ne aveva notizia. Ed è stato segnato al Santos di Pelè. Ma non se ne è saputo nulla, fra il pubblico giallorosso, per ben 44 anni. A pieno titolo, è il gol più lungo del mondo, il più duraturo nella sua aura di leggenda.

AURELIO FULCINITI

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