La Naca, storia di una tradizione.

In una Calabria dove la processione del Venerdì Santo e della Passione di Gesù verso il Calvario hanno in ogni città, in ogni piccolo paesino e finanche in ogni quartiere una loro celebrazione che si perde in molti casi nella più tradizionale “notte dei tempi”, la Naca di Catanzaro prosegue da tre secoli e mezzo. Nell’ultimo decennio, la trasmissione in diretta web o televisiva, unita ad una rinuncia – in verità piuttosto forzata – agli aspetti più scenografici e se vogliamo più “forti” e “reali”, hanno un po’ allontanato il popolo della Naca dalla processione del Venerdì Santo sul corso Mazzini e lungo le viuzze e i vicoli del centro storico. Ma l’attenzione è sempre presente, e il passaggio della culla del Cristo Morto e della statua della Madonna Addolorata, che chiudono la processione ed escono e tornano per ultimi in chiesa, suscitano sempre lo stesso rispetto e la medesima devozione.

Ma prima di parlare delle vicende che hanno portato alla progressiva eliminazione degli aspetti più scenografici e veri che caratterizzavano la Naca, e di alcuni personaggi che hanno tramandato la genesi e il percorso storico con i loro studi, o che erano decisamente una “istituzione” all’interno del corteo, è molto utile raccontare la storia della Naca.

Il primo documento scritto dal quale se ne ha notizia, risale al 1675. La processione, in particolare, deriva dalla visita che le confraternite si scambiavano nel periodo pasquale. Fino al secolo XXVII di Confraternite ne esistevano, partecipando, ben 13, ma oggi ne sono rimaste appena quattro, e però tutte con una lunga Storia alle spalle. Nello specifico, abbiamo la congrega del Santissimo Rosario, istituita nel dicembre del 1401 da frà Paolo di Mileto, la Confraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista fondata il 28 Aprile 1502, la Confraternita dell’Immacolata, riconosciuta nel 1685 ma sicuramente più antica, ed infine la Confraternita di Maria SS. del Carmine che fu istituita il 16 Luglio 1638. La processione, di regola, prende il via da una sola delle quattro chiese, che a turno ed annualmente danno il via alla cerimonia. Ma negli ultimi anni, la Chiesa del Rosario e quella del Carmine hanno spesso mancato all’appello, per lavori di restauro.

Ma torniamo alla storia della Naca in senso stretto: per un lunghissimo periodo, si parla infatti di due secoli e mezzo, non vi fu un’unica processione, ma diverse, e in giorni differenti. Il giovedì santo usciva dalla Chiesa dell’Immacolata  la classica “affacciata”, che percorreva in breve fino all’attuale Piazza Grimaldi da un lato e fino al Galluppi dall’altro. Questo era, per così dire, il classico segnale convenuto, che permetteva alle altre nache di uscire in periodi successivi. Nel pomeriggio dello stesso giorno, usciva la Naca della Congrega del Rosario. Il venerdì santo infine, le processioni della Naca erano tre: di primo mattino usciva dalla Chiesa del Carmine, da San Giovanni intorno a mezzogiorno e la sera dall’Immacolata. Ma queste “gerarchie”, per lungo tempo osservate, a lungo andare infiammarono gli animi dei componenti delle varie confraternite. La rivalità diventò simile a quella delle contrade del Palio di Siena, i contendenti dimenticarono l’aspetto puramente sacro della processione, le liti iniziarono e le legnate giunsero infine puntuali. E fu così che dopo l’ennesima gazzarra, nel 1937, l’allora vescovo di Catanzaro, monsignor Giovanni Fiorentini, prese una drastica, quanto solenne decisione: “In luogo delle quattro processioni, se ne compirà una sola il venerdì sera, e a questa potranno prendere parte tutte e quattro le Arciconfraternite”. Solo in quel caso, il vescovo avrebbe garantito la sua presenza, e così è ancora oggi. A tal proposito, è bene precisare che gli animi sono più calmi, oggi, ma in tempi recenti qualche scontro c’è stato, soprattutto riguardo al “realismo” della processione.

Un altro tema di discussione fra vari pareri, è stato sull’origine della parola Naca. Alcuni lo attribuiscono all’andamento ciondolante dei portatori della culla, il cosiddetto “annacarsi”, in dialetto catanzarese. Ma occorre precisare che deriva anche del greco “nachè”, pelle di pecora, il materiale con cui era fatta originariamente la culla di Cristo. Venendo alla processione nel caso specifico, è molto utile soffermarsi sul corteo in sé, ed in particolare sull’ordine di uscita, da sempre rigoroso: lo stendardo, la croce di penitenza e i gonfaloni delle Confraternite. A seguire, le croci: nera, rossa bianca del Carmine; rossa di San Giovanni; nera del Rosario; celeste dell’Immacolata. Seguono poi gli ordini religiosi, gruppi ed associazioni, i ragazzi degli istituti, i seminaristi, i diaconi, i parroci, i canonici, l’Arcivescovo, e poi la Naca, seguita dalla banda musicale, le autorità civili e quelle militari in grande uniforme, per proseguire con la statua della Madonna Addolorata ed infine i fedeli.

Per quanto riguarda il perduto realismo della Naca, va precisato che quasi tutti i figuranti partecipano per un voto di espiazione o per una grazia. E questa espiazione è stata recitata per molti anni con grande realismo, a far significare che la Passione di Cristo e la Via Crucis hanno rappresentato un reale sacrificio per Dio e gli uomini e non una passeggiata. Lungo le strade, in alcune edizioni anche sotto la pioggia, gli spintoni, le frustate e qualche caduta hanno reso fedelmente un pathos scenografico e fremente. Ma poi, il turbamento che le scene suscitavano negli spettatori più giovani ha avuto la precedenza e il pathos si è decisamente attenuato. Una scelta un po’ forzata, si diceva, perché in altre rappresentazioni del Venerdì Santo, in Calabria e nel Meridione, l’intensità drammatica è invece rimasta inalterata.

A riportare la Naca nella tradizione più stretta, ci ha pensato nel 2013 la Confraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista. E due furono le scelte precise ed azzeccate. La prima, in ossequio alla tradizione spagnola delle processioni del Venerdì Santo, riguardò la sontuosità dei paramenti della Naca e della Madonna Addolorata. Ori e argenti ispirati alla “Vara”, la processione di Siviglia, la più antica d’Europa. Il secondo importante dettaglio fu l’utilizzo della troccola, strumento popolare in legno il cui suono è ottenuto facendo ruotare una parte dello strumento con un movimento centrifugo, grazie al quale un lembo di legno batte ripetutamente su una ruota dentata, riproducendo così il caratteristico suono. La troccola, in molte manifestazioni della Settimana Santa, in tutto il Meridione d’Italia, sostituisce le campane, che come è noto tacciono dalla sera del Giovedì Santo fino alla mezzanotte di Pasqua.

Non possiamo inoltre fare a meno di ricordare i personaggi che con la loro presenza fissa si sono costruiti persino una piccola notorietà fra la gente: l’indimenticabile Ettore Capicotto, che ci ha lasciato tre anni fa e con la sua tromba dettava il tempo cadenzato della Naca. Ed a pochi passi da lui, ancora oggi attivo, Rosario Mungo al tamburo. Una citazione particolare va poi al signore anziano che raccoglieva le offerte ai lati del corteo facendo “sgrusciare” le monete nell’immancabile scatoletta di latta. E non si può lasciar fuori Enzo Rotella, memoria storica della Naca a San Giovanni e dintorni. O anche l’artista catanzarese Lucia Rotundo, che in anni recenti si è occupata del restauro della Naca. E il compianto professor Antonio Benefico, persona cordiale, umana e di sterminata cultura, che ricostruì fra l’altro l’intera storia della Naca, divulgandola e rendendola accessibile a tutti. Tutte figure (e ne mancano tante altre, ci vorrebbero libri interi per scriverne) che hanno rappresentato una tradizione e continuano a ricordarla.

AURELIO FULCINITI

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...