Ruggero dei Timidi, beat crooner.

A vederlo sembra arrivato direttamente dagli anni ’60. Da quel punto di vista Ruggero dei timidi è beat puro. Ed ha successo, costante. In moltissimi locali o club di tutta Italia è il personaggio del momento. Di lui qualcuno ha detto che “ha i piedi ben piantati nel reale, pur saltando volentieri in altri mondi paralleli”, o che “non le manda mai a dire”, che “non si nasconde dietro paraventi e mostra la faccia”, che è “un po’ paraculo” e finanche, azzardando, “che potrebbe essere un nuovo Beppe Grillo”. È un crooner, se vogliamo, che sembra uscito alla lontana da un complesso degli anni Sessanta come I Giganti o da un vecchio “musicarello” con i Rokes – il gruppo di Shel Shapiro – nel cui cast, se fosse vissuto in quegli anni, ci sarebbe stato alla grande. Lo hanno mischiato fra Elio e Le Storie Tese e Mal dei Primitives – quello che cantava la canzone, fra l’altro, di “Furia, cavallo del west”, fra gli Smiths, gli Squallor, i Santo California e i Dik Dik. Un borderline impacciato e nostalgico, da ascoltare.

24 aprile – 22.30 – Zoom – Marcellinara – Cz.

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