Eman, il reggae sensibile.

Nel dicembre scorso, la notizia di un cantante nato, cresciuto e formatosi artisticamente in questa città che ha firmato un contratto con la Sony Music, inizialmente ha stupito chi scrive e non poco. Lo stupore è scomparso, avendo capito che si trattava di Eman. Al di là del genere, il reggae interpretato in tutte le sue varianti, che può piacere o non piacere, l’artista aveva ed ha tutte le carte in regola per aspirare a un’opportunità del genere. E l’ha ottenuta, con un certo merito.

Eman, all’anagrafe Emanuele Aceto, si è avvalso soprattutto di una dote fondamentale, che – diciamolo – a molti giovani musicisti, alcuni anche piuttosto meritevoli, manca: quella di crearsi un suo pubblico, di canalizzarlo, di attrarlo e di vederlo crescere. È un pubblico tendenzialmente giovane e rivolto al suo genere di musica. Ma la cosa sorprendente, in questi ultimi anni, è stata la presenza continua di pubblico, che non diminuiva, non si fermava, ma tendeva ad aumentare. C’è stata l’occasione di assistere ad almeno otto concerti di Eman, negli ultimi anni – pochi rispetto a quelli reali – ma nelle serate “mosce” non c’erano mai meno di trecento, quattrocento persone.

La bravura, in tutti i generi, è fondamentale, ma ciò che conta è la personalità. Lui ne ha? Certamente, ma unita ad un bell’approccio con il suo pubblico e ad una forte disponibilità. Chi è vicino al suo staff ci ha riferito che è capace, senza alcun problema, di firmare centinaia di autografi senza fermarsi e soprattutto non scontenta nessuno. Dare patenti di divismo, a questi livelli diciamo così ancora “embrionali”, è senzaltro controproducente, ma avendo notato l’artista all’opera si più affermare che non cambierà natura tanto facilmente.

Un altro suo punto di forza sono i testi. Li scrive lui per sé stesso, si dice, non ha “intermediari” intesi nel senso di autori, e riesce a dargli una connotazione originale che non permette di ancorarlo ad alcun clichè e nemmeno in senso stretto al territorio, se non con grande stile. Sono testi in generale sentimentali e sensibili, ma sinceri e autentici. Un testo di Eman che “suoni falso” per ora è stato impossibile trovarlo. Dovendo proprio scegliere c’è da preferire “Giorno e notte”, “Spento”, “Via da me”, “Svegliati” e soprattutto “Anima”. Le altre valgono ugualmente.

AURELIO FULCINITI

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