Catanzaro Jazz Fest, l’evento di tante stagioni.

Un evento culturale, sempre atteso, che dura da ben 17 anni è già un Evento con la maiuscola. In un Paese dove la cultura è piazzata quasi sempre all’ultimo posto e presa poco in considerazione, è una grande notizia. Nel meridione e in Calabria, poi, è una notiziona. A Catanzaro, infine, è una perla rara. E il Catanzaro Jazz Fest appartiene di diritto a quest’ultima categoria. Il suo principale merito, grazie allo sforzo della cooperativa “Atlantide” e degli enti e degli sponsor che lo hanno supportato negli anni, è stato quello di mantenere sempre un livello qualitativo più che elevato. Diciamo che c’è stato il merito di credere nell’importanza dello spessore dell evento, che nobilita la rassegna stessa, la rende rilevante anche a livello nazionale, e attrae il pubblico, anche in una città che alcuni definiscono “depressa”. Già nella prima edizione, quella del 1997, rimane indimenticabile la prima serata in Galleria Mancuso, che apparve in uno splendore poi assente nel corso degli anni: affollata, con le file di poltroncine ai lati e la guida rossa al centro che conduceva al palchetto degli artisti. E nel corso degli anni, Catanzaro Jazz Fest prosegue valorizzando tutti i luoghi possibili di Catanzaro, compresi quelli istituzionali come il Teatro Masciari, il Politeama e l’Auditorium “Casalinuovo”. Ma anche il “Teatro Tenda” sistemato in piazza Prefettura nel periodo delle feste natalizie fra gli ultimi anni Novanta e il 2002, che in quegli anni ospitò eventi di alto livello. Vale la pena, ad esempio, di ricordare – tanto per accennare ad altre manifestazioni e ad altri generi – un eccezionale concerto di Toquinho e il concerto di Vinicio Capossela del gennaio 2002, che il cantautore in più occasioni ha inserito fra le maggiori emozioni della sua carriera.

Il Catanzaro Jazz Fest, dicevamo, si inserì perfettamente in questo ambito, partecipando a un certo movimento culturale, sia pure di breve durata, ma dandogli in compenso continuità e durando fino ad oggi.

Fra gli artisti che abbiamo avuto modo di apprezzare in questi anni al Catanzaro Jazz Fest è d’obbligo citare – e ne escluderemo tanti per difetto di memoria, ci perdoneranno – Bill Frisell, Peter Erskine, Rita Marcotulli, Danilo Rea, Enrico Pieranunzi e i calabresissimi Rosa Martirano e Peppe Fonte.

L’edizione 2015 si è aperta in grande stile, in una location più che azzeccata, al polo didattico di Catanzaro del Conservatorio “Torrefranca” di Vibo Valentia nell’ex istituto Rossi. Pubblico come sempre attento e soprattutto affezionato, con molte giovani presenze a dimostrazione che il Catanzaro Jazz Fest può durare ancora a lungo. Nella prima serata, il 22 gennaio, è stato di scena il trio con Francesco Scaramuzzino al pianoforte, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Bernardo Guerra alla Batteria.

Il prossimo appuntamento, il 30 gennaio, sempre all’ex istituto Rossi, vedrà di scena la presentazione del disco “Inner Circle” del chitarrista Alessandro Guido, storico fonico della manifestazione, con Rocco Riccelli alla tromba, Fabio Guagliardi alle tastiere e Alessio Sica alla batteria.

Ma oltre ai nuovi artisti emergenti, del Catanzaro Jazz Fest sono importanti il passato, il presente e soprattutto il futuro, per il quale non c’è che da augurare lunga vita.

AURELIO FULCINITI

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