Archivio mensile:dicembre 2014

Sonic Crash, il super live di fine anno stavolta si fa in quattro.

In una “piazza” definita dai più pessimisti “depressa” ma che in realtà ribolle dentro ed è molto più viva di quanto vogliano farla apparire, anche se non le viene data possibilità di esprimersi pienamente, ogni tanto arriva un evento di livello più che valido. Un live che potremmo definire “a quattro corsie”, ampio come una “highway” americana e non certo stretto come la A3 Salerno-Reggio Calabria. Ad ideare il “Sonic Crash” sono “Catanzaro Concerti” e “CuboRock”, uniche realtà che sulla “piazza” catanzarese hanno proposto negli anni eventi e produzioni pensati e realizzati a livello medio-alto. Certo, ultimamente questi due sodalizi hanno la preoccupante tendanza a creare live solo durante le feste comandate e non con cadenza periodica come hanno fatto spesso e con successo in passato. Ma ci auguriamo un loro ravvedimento e per il momento ci apprestiamo a godere ciò che hanno da offrire. Non solo noi ci apprestiamo a goderne, ma vogliamo che a farlo sia il pubblico, che si attende numeroso, perché a sostenere questi eventi devono essere soprattutto gli appassionati, vera linfa vitale di spettacoli del genere. Noi ci saremo, e voi? Evento “a quattro corsie”, dicevamo. Abbiamo usato la metafora dell’autostrada super-spaziosa perché è quella che si presta meglio. E soprattutto perché “Sonic Crash” 2014, il 29 dicembre allo Zoom di Marcellinara, può contare su due gruppi già affermati, uno emergente e un altro che ha sempre voglia di farsi ascoltare. E, terminata questa esauriente presentazione del “Sonic Crash”, Indipendent Music Festival che dura dal 1999 e non ha intenzione di fermarsi, passiamo alla nuda cronaca, alla presentazione dei gruppi, alla vera “matassa” di suoi che avrete il piacere di ascoltare:   SOVIET SOVIET   “ Gruppo Alternative rock di ispirazione new wave e post-punk, della scena indie rock della costa est dell’Italia che nasce tra Fano e Pesaro nel 2008 ed è formato da Alessandro Costantini alla chitarra, Alessandro Ferri alla batteria ed Andrea Giometti al basso e voce. Già nel 2009 autoproduce i primi due EP “No Title” e “Soviet Soviet”, che ottengono un buon successo di critica, tanto che il gruppo viene recensito anche sul sito inglese Pitchfork Media, per poi pubblicare nel 2010, per l’etichetta franco-inglese Mannequin, uno split con i Frank (just Frank) e quindi nel 2011, il loro primo album di livello dal titolo Summer, Jesus, ristampato nel 2012. Nel 2013 esce il loro secondo album dal titolo “Fate”, subito battezzato dalla critica come il miglior album italiano del 2013, con Rockit.it che lo ha messo in testa alla preferenze per l’album italiano dell’anno, un passo in avanti nella discografia dei tre ragazzi di Pesaro, capace di riportare le coordinate del post punk ai fasti gotici di una volta. Bauhaus, Joy Division ed una scarica di punk elettrico capace di risvegliare similitudini con gli A Place to Bury Strangers si fondono con la potenza evocativa di Jesus and Mary Chain e My Bloody Valentine”.   KUTSO   Sarà forse la decima volta che li vediamo ed ascoltiamo da queste parti, ma è come fosse sempre la prima volta. Unico neo: non sappiamo mai come pronunciare il nome. Ma il divertimento sta anche in quello ed è il loro pane. “I KuTso uniscono scherzo e provocazione ad un linguaggio musicale gioiosamente frenetico. La loro musica solare e irriverente è il tappeto sonoro di testi segnati da forti dosi di simpatico disfattismo e smielato sarcasmo. I concerti, veri e propri mix esplosivi di nonsense, disperazione, movimenti inconsulti, invettive e travestimenti estemporanei trasportano il pubblico in un’atmosfera surreale e sgangherata. Nel 2014, i Kutso si sono esibiti al Concerto del Primo Maggio a Roma, davanti a 700.000 persone, oltre al tour che li vede impegnati da oltre un anno senza sosta,“Perpetuo Tour”, con il quale hanno collezionato – solo nell’ultimo anno – più di 100 date in tutta Italia. Nel 2013 , hanno pubblicato il loro primo album ufficiale “Decadendo (su un materasso sporco)” prodotto da 22R, Cose Comuni e Metatron, e sono attualmente impegnati nella registrazione del nuovo disco. Nel corso della loro attività hanno aperto i concerti di Primal Scream, Caparezza, Gogol Bordello, Marta sui Tubi, Bugo, Radici Nel Cemento, Nobraino, Bud Spencer Blues Explosion, Roberto Angelini, Pier Cortese, Mannarino e molti altri”.     LA FINE   “ Nascono nell’inverno del 2012. Gianluca Gallo, voce e chitarra, ritorna a Cosenza dopo anni vissuti a Roma e decide insieme a Stefano Greco, Basso e voce, già suo compagno di avventure negli Ogun Ferraille (band post rock/noise Cosentina con all’attivo due dischi prodotti da Fabio Magistrali, partecipazione ad Arezzo Wave e tanti concerti alle spalle) di mettere su un gruppo ispirato dalla scena hardcore italiana e dalla scena di Washington DC degli anni 90. Ad unirsi a loro alla batteria c’è Francesco De Napoli, batterista dei Miss Fräulein (band Stoner-Rock con alle spalle 10 anni di attività nella scena indipendente italiana, 3 dischi all’attivo, tour all’estero e partecipazione ai migliori festival italiani). Con questa line up quadrata e minimale, chitarra, basso, batteria e voce, il sound del gruppo comincia a tingersi di sfumature diverse che non si allontanano dalla matrice hardcore ma la contaminano con altre sonorità creando un sound personale fatto di violenza e melodia, una dicotomia in cui la ricerca del pop nelle melodie si scontra con un muro sonoro solido e potente”.   KISS THAT FROG   “E’ un progetto Rock Alternative con influenze Grunge e Post Rock, ma che strizza l’occhio a Mars Volta, Dinosaur Jr, MotorPsyco, Pixies, Sonic Youth, Blonde Red Head. La band prende vita nella primavera del 2012 dall’unione di Domenico Scicchitano, Tommy Donato e Roberto Venutelli. I primi live confermano le potenzialità del power trio che a distanza di pochi mesi cambia line-up con Guzz (Al secolo, anzi, ai due secoli Antonio Guzzomì” alla batteria (Meat For Dogs, Nimby, Vajana, Aridha, Gray, Meredith) e Vincenzo Loiacono al basso (Carnal Gore, Last Fate). Attualmente la band è impegnata alla realizzazione del loro primo Ep, registrato interamente in presa diretta. Un live potente da non perdere”.   Un quadruplo live da non perdere.

Catanzaro e Reggina, un derby su internet

Catanzaro-Reggina per molti è ancora oggi la rivalità più accesa – al di là del calcio – mentre per altri, invece, è il vero derby di Calabria. Di certo è una sfida che ha conosciuto pagine epiche, episodi ancora oggi discussi, partite più che combattute ed entusiasmi veri quando il calcio era uno sport dove nessuno si risparmiava e tutti davano l’anime in campo al cento per cento, pensando solo alla maglia e non a pavoneggiarsi. Insomma, un calcio totalmente diverso – purtroppo – da quello di oggi.

Ma quello dei derby con la Reggina è un derby di cui ci restano molte testimonanze firmate, più che interessanti. Smanettando su Youtube, è facile trovarne parecchie. Ma ne abbiamo scelte due, che ci sembrano le più significative.

Il primo è un vecchio filmato, quasi amatoriale, perché senza commento e con un montaggio piuttosto approssimativo, e risale al derby di andata del campionato 1970/71, Reggina-Catanzaro. Questo derby, come anche quello del girone di ritorno, fu giocato a Firenze in campo neutro, per motivi di ordine pubblico. I “moti di Reggio” erano ancora “caldi” e la lotta per il “pennacchio” del Capoluogo era ancora in pieno fermento, soprattutto in riva allo Stretto. In questo filmato d’archivio, riportato con un commento scritto in lingua spagnola perché proveniente da un archivio di filmati di Buenos Aires, mostra poche immagini e parecchie curiosità: innanzitutto l’ingresso degli spettatori lungo le scalinate dell’allora stadio Comunale di Firenze, oggi “Artemio Franchi”, con le curve Fiesole e Ferrovia deserte e gli spettatori assiepati nelle tribune, in quella che dà di fronte alla telecamera è facile notare una cosa alquanto strana: esposti uno accanto all’altro ci sono gli striscioni “Club Amato” e “Club Ravagnese”. Il primo è un paese in provincia di Catanzaro (dove esisteva realmente un club giallorosso), mentre il secondo è un quartiere di Reggio Calabria. Che ci facevano due striscioni così diversi in curva? E nella stessa tribuna, si notano insieme tifosi reggini e altri che sventolano bandiere giallorosse. Chissà come mai, visti i motivi di ordine pubblico? Nel filmato, che dura due minuti e venti secondi, si notano alcune azioni pericolose del Catanzaro e il gol che decise la partita a favore degli amaranto, firmato da Sironi.

Il secondo filmato riguarda un derby indimenticabile, uno dei più scoppiettanti della storia dei confronti fra giallorossi ed amaranto. Era la stagione 1984-85, stavolta il filmato è a colori ed il commento è serrato. La partita finì 4-2 in un’altalena di emozioni. Si vede il primo gol, uno dei 18 segnati in quella stagione da Pino Lorenzo, imbeccato in area da un perfetto lancio, concluso con un eccellente diagonale, e il raddoppio di Salvatore Pesce, che prima colpisce il secondo palo a porta spalancata e poi sul rimbalzo raccoglie la palla sul primo e mette in rete. La Reggina arriva poi al pareggio con il gol su punizione di Fracas e il colpo di testa di Franco Mondello. Ma il Catanzaro ribalta in pochi minuti con Iacobelli e Sassarini, su azioni superbamente impostate, come lo erano molte in quel Catanzaro allenato da Giovan Battista Fabbri.

Due filmati d’eccezione, ma una partita come la seconda vorremmo vederla oggi.

AURELIO FULCINITI